Alfredo Romano | Feritoie – Rammendi, L’eternità è il contrario dell’estinzione | Eleusis 2021 European Capital of Culture

Alfredo Romano | Feritoie – Rammendi, L’eternità è il contrario dell’estinzione | Eleusis 2021 European Capital of Culture

Alfredo Romano | Feritoie – Rammendi, L’eternità è il contrario dell’estinzione | Eleusis 2021 European Capital of Culture

ALFREDO ROMANO
FERITOIE – RAMMENDI | L’eternità è il contrario dell’estinzione
OPENINGS – MENDINGS | Eternity is the opposite of extinction

Elefsina Capitale europea per la cultura 2021 inaugura sabato 23 giugno alle ore 20:00 la mostra “FERITOIE-RAMMENDI L’eternità è l’opposto dell’estinzione” dell’artista italiano Alfredo Romano, nell’ambito del Festival Synoikismos. Questa prima edizione del Festival Synoikismos è incentrata sui rifugiati, una questione europea fondamentale del nostro tempo, che costituisce nello stesso momento il fondamento della memoria collettiva del Synoikismos. Il lavoro di Alfredo Romano viene a integrare questa problematica attraverso nuovi lavori, concepiti durante la sua residenza artistica a Elefsina, e precedenti lavori, presentati in occasione della mostra “Angelis suis mandavit de te” presso il Centro Culturale Europeo di Delfi e il Museo Bizantino e Cristiano ad Atene. Si concentra sul dramma dell’immigrazione, della perdita e della fame, dramma indissolubilmente unito alla cultura mediterranea. Romano rinfocola la ferita, il dolore, il ricordo dello sradicamento, rimandandoci inevitabilmente all’attuale crisi migratoria. L’immigrazione e la diversità sono concetti che si identificano con il passato storico e mitologico di Eleusi.

Lo stesso artista dice:
“L’incontro con Elefsina è stato particolarmente emozionante. Mi ha sempre affascinato questo luogo magico che rievoca miti e misteri.
Il mio progetto presenta, oltre Il pasto sordo, N-ODI e i lini con frammenti lirici di poeti arabi di Sicilia del 1200, installazioni nuove, appositamente pensate per lo spazio.Trovo interessante la possibilità, in questo caso, di poter fare dialogare tra loro i nuovi lavori pensati per Elefsina e quelli più datati. Le opere sono accomunate da temi quali: la complessità della condizione storica attuale, la fame, il disagio esistenziale. Filo conduttore ideale, carico di valenze, è la linea invisibile su cui si dispone la maggior parte delle opere presenti. All’altezza degli occhi, degli sguardi.
N-ODI, attraverso il suono, costruisce immagini evocative. Le sedie sono presenze che è possibile ascoltare oltre che vedere.
Le ciotole impiccate alla parete, chiuse con lino nero, urlo soffocato che rimanda al pasto sordo, simboleggiano il pasto della nostra comunità incapace di reagire, di crescere, di tollerare, di amare.
Le pinze, che restituiscono allo spazio il dramma dell’esiliato, nel tentativo di recuperare la drammaticità insita nella nostra cultura mediterranea, esprimono la tensione di una voce che si fa corpo. Evocano il punto di frattura, il limite come soglia drammatica. La pelle stretta alla pinza rimanda esplicitamente al corpo e alla ferita.
Le falcette con lino bianco parlano della violenza, dello scontro, della chiusura e, contemporaneamente, del tentativo di neutralizzazione della brutalità dell’agire umano. Il bianco invoca l’azzeramento, la purificazione, il dissolvimento d’ogni bruttura, d’ogni dolore.
I marmi sono dedicati ad Elefsina: omaggio ad una terra ricca di bellezza, mistero e sacralità. Sono avvolti da pelli e raso oro. Si tratta di marmi mediterranei. Rimandano al concetto di eternità in contrapposizione netta con il concetto di estinzione. Disposti lungo una linea orizzontale che attraversa lo spazio.
I lini bianchi, attraversati da filo d’oro, riportano frammenti lirici di poeti arabi. Rammendi delicati quelli dei lini, testimoni del tentativo deciso di ricucire, di riunire.
Le carte, corpus cartaceo: codici della comunicazione, delle ideologie, della memoria, segnati su pezzi di un foglio immaginario senza confini. Voce e respiro, parti di un diario aperto (testi, appunti,parole, foto, poesie, squarci di memoria). Momenti di un viaggio nel tempo, nello spazio, nella storia. Tra rivelazione e nascondimento, luce ed ombra, eternità ed estinzione, conservazione e dissolvimento.”

Alfredo Romano è nato a Siracusa dove vive e lavora. Dal 1985 ad oggi ha partecipato a numerose mostre individuali e collettive in Italia e all’estero. Sue opere sono presenti in molte collezioni pubbliche e private, in musei e presso il Centro Culturale Europeo di Delfi. Sul suo lavoro, rappresentato dalla storica Galleria Giorgio Persano-Torino, hanno scritto alcuni dei più autorevoli critici d’arte, fra i quali Achille Bonito Oliva, Francesco Gallo, Giovanni Iovane ed Enzo Fiammetta.

Date e orari di apertura:
La mostra verrà inaugurata il 23 giugno 2018 dalle ore 20:00 alle ore 22:00 e durerà fino al 30 settembre 2018. Durante l’estate la mostra rimarrà chiusa dal 20 luglio fino al 28 agosto. Gli orari di apertura, escluso il giorno dell’inaugurazione, sono i seguenti: da martedì fino a venerdì 10:00-13:00 e 17:00-20:00, sabato 11:00-16:00, domenica 11:00-14:00

Luogo: Centro Culturale del Comune di Elefsina “Leonidas Kanellopoulos”
Indirizzo: 1a Entrata: Dragoumi 37, Paralia Elefsinas, 2a Entrata: Charilaou 48, Paralia Elefsinas.