Anselmo Calzolari Merz Pistoletto Zorio

Anselmo Calzolari Merz Pistoletto Zorio

Anselmo Calzolari Merz Pistoletto Zorio

Giorgio Persano

Piazza Vittorio 9

Torino

14 Ottobre 2002 – 18 Gennaio 2003

Pistoletto, Calzolari, Anselmo, Mario Merz, Zorio

Cinque dei maggiori protagonisti dell’Arte Povera – Pistoletto, Calzolari, Anselmo, Mario Merz, Zorio – si ritrovano insieme in una mostra collettiva, o forse cinque personali?, allestita presso la Galleria Giorgio Persano di Torino, (dal 14 ottobre 2002 al 18 Gennaio 2003).
I lavori esposti appartengono tutti agli anni ’80 e ’90 e in un certo senso offrono la possibilità di valutare i diversi percorsi/approdi di artisti che condividono tra loro radici comuni. L’occasione di una simile mostra dimostra inoltre la loro attiva presenza a Torino, città di formazione e affermazione del movimento a cui viene ricondotto il loro lavoro, che ancora oggi si manifesta come centro internazionale di comunicazione ed elaborazione dell’arte contemporanea (Il progetto per il Passante con la recente inaugurazione dell’Igloo-fontana di Mario Merz ed il giardino di Giuseppe Penone; Fondazione Merz; Luci d’artista)

La mostra prende avvio con alcune opere di Michelangelo Pistoletto della metà degli anni ’80 che fanno parte di una serie intitolata “L’Arte dello Squallore”. Sono lavori molto diversi dalle opere specchianti – quelle dove lo spettatore entra a far parte dell’opera stessa – in queste il volume si impone nello spazio, diventando la pittura stessa materia, presenza scultorea.

Nella sala centrale è esposta un’opera di Pier Paolo Calzolari intitolata “Rideau” del 1989, una sorta di tenda di piombo e rame che si estende fino al soffitto. L’opera interagisce con l’ambiente circostante catturando il vapore acqueo dell’aria e trasformandolo in ghiaccio. Il ghiaccio diventa quindi “colore”, materia che poi si scioglie e ridiventa acqua in un ciclo continuo, dove l’opera si rigenera continuamente.

Il lavoro esposto nella sala di sinistra è di Giovanni Anselmo e si intitola “Particolari lungo il sentiero verso oltremare”, 1972-1992-2002 . E’ la metafora di un viaggio, un invito a percorrere un sentiero che si muove in direzione del colore oltremare, fino a spingersi concettualmente al di là di ciò che è semplicemente visibile, con particolari lungo il cammino che l’occhio può cogliere in un momento preciso o nello stesso tempo perdere nella visione dell’insieme.

Tre grandi pitture di Mario Merz (olii su tela e su carta: “Bottiglie”, 1980-1985; “Igloo con sfere”, 1980-1985; “Tigre”, 1980-1985) occupano la sala a destra. Queste opere sono l’espressione fantastica e visionaria di sculture ed installazioni di possente energia, quasi arcaica, e di grande rigore concettuale.

Il tema del viaggio e dell’esplorazione, sogno è anche presente nell’installazione di Gilberto Zorio “Canoa su piramide II”, 1991. Una canoa appoggiata alla struttura metallica “piramide” evoca il suo viaggio come un oggetto-soggetto della memoria. Un sibilo/sirena attraversa lo spazio e il tempo, sedimentandosi e fermentando all’interno di un’ampolla di pirex come all’interno di un processo chimico-alchemico in divenire.