Anywhere out of the world

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Anywhere out of the world

Giorgio Persano

Piazza Vittorio Veneto 9

Torino

11 aprile – 20 giugno 2005

Nata a Torino nel 1970, Luisa Rabbia vive e lavora tra New York e l’Italia dal 2000.

La sua ricerca parte dalle percezioni del corpo come zona di confine tra il mondo interiore ed esteriore dell’individuo: la relazione dell’uomo con l’ambiente circostante, ma anche con il suo proprio paesaggio spirituale, con il pensiero, la memoria, il fluire del tempo, temi che delineano l’intrinseca fragilità umana. Una zona di confine sulla quale si allinea anche il sonno, (tema di opere come Un cuscino per parlarti e REM) che scandisce quotidianamente la separazione tra inconscio e stato di veglia, e che conduce l’uomo a una dimensione in cui ancora può imparare qualcosa su se stesso.

Molti suoi lavori sono realizzati in silicone (opere come Un cuscino per parlarti, Ventre, Incubatrici, Ricordi, ecc.) un materiale che ben si presta al gioco allusivo, alla compenetrazione formale tra il mondo organico e inorganico. D’altro canto il disegno, sempre presente nel percorso creativo di Luisa Rabbia, assume una maggiore importanza dopo le esperienze con il silicone, contrapponendosi alla fisicità di questo attraverso una visione antimaterica, che riconduce il disegno allo stato etereo del pensiero. Pensiero e tempo entrano in relazione anche nelle performance, video e dia-proiezioni di Luisa Rabbia; ed è ancora il disegno il filo conduttore che l’autrice segue per ampliare, in seguito, il raggio della sua sperimentazione, eseguendo una serie di lavori in ceramica (come Il riposo del tempo, Tears and blood) che spesso si pongono essi stessi come occasione di dialogo per lo spettatore, di indagine sulle relazioni tra sé e il mondo interiore ed esteriore.