Astri fatati

Astri fatati

Astri fatati

Giorgio Persano

Piazza Vittorio Veneto 9

Torino

25 ottobre 2004 – 5 febbraio 2005

Dipendesse da me toglierei dal mondo la malvagità, il dolore, e la miseria. Voglio cancellare il male che minaccia la vita dipingendo opere che ignorano il mondo della violenza, voglio dipingere la virtù ed il coraggio. Perché pensiamo all’arte? Perché è un fuggitivo mistero che aiuta a vivere e ci permette con la bellezza della forma, con la consolazione che ci offre, di sopportare tutto il resto. Perché essa è momento essenziale e magico della vita, a cui chiedo un sorso d’acqua pura, esprimendo un desiderio.

Mentre penso queste cose, preparo nuovi dipinti da Giorgio Persano che un quarto di secolo fa aveva fatto la mia prima mostra a Torino. Lo avevo conosciuto nel 1977, della mia generazione ero l’artista più giovane e anch’egli lo era tra i galleristi. Scintillò l’amicizia: idealista, romantico e giusto mi sembrò un cavaliere del Graal. Era allora proibito dipingere ma avevamo coscienza e coraggio: iniziò così un esperimento di fantasia e di libera volontà d’arte pura e profonda. Disegni nascosti nei cassetti o appoggiati alle finestre, affreschi, acquarelli smisurati, mostre interminabili e sempre in mutamento, perfino la fine delle mostre veniva festeggiata. Trasformavamo la galleria nell’evento misterioso della comunione emotiva mentre nella società trionfava la dialettica della violenza. Invece noi volevamo un’arte bellissima e utile a tutti; così l’arte era viva ispirazione esistenziale e la galleria lo spazio dell’invenzione e della creatività in ampiezza, profondità, altezza e lunghezza. L’arte ha qui conservato onore e passione, per questo bisogna realizzare una mostra di dipinti che celebrano l’amore e la natura con i colori più belli del mondo. Qui l’avanguardia artistica incontra l’avanguardia esistenziale ed il mio lavoro può accendere lo spazio delle anime nell’evocazione di una leggenda d’arte pura e fresca.  Sono sempre più soli gli artisti ribelli nella metropoli, ribelli anche verso la ribellione stessa e tutte le finte libertà.

Noi siamo l’indomabile espressione di un’arte che invoca e celebra la creazione ed i suoi doni.