Costas Varotsos 1998

Costas Varotsos 1998

Costas Varotsos 1998

Giorgio Persano

Piazza Vittorio Veneto 9

Torino

11 dicembre 1998 – 28 febbraio 1999

Costas Varotsos nasce nel 1955 ad Atene, dove vive e lavora. Nel 1976 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma e nel ’78 si laurea in architettura.
Nel corso degli anni ’80 ottiene importanti riconoscimenti pubblici in Grecia con la committenza delle grandi sculture “Il Poeta” per Nicosia (Cipro) e “Il Corridore”, di 11 metri di altezza, per la Città di Atene e nel 1987 partecipa alla Biennale di San Paolo (Brasile).
Nel 1990 riceve la borsa di studio Fullbright e risiede a New York.
Negli anni seguenti è presente a numerose esposizioni, tra le quali ricordiamo la partecipazione ad “Arte Laguna” nell’ambito della XLVI Biennale di Venezia (1995).
In Italia realizza nel 1997 un grande lavoro permanente alla Morgia (Gessopalena, Abruzzo): intitolata “Orizzonti”, essa è costituita da una vasta “parete” di vetro che colma una sella tra due cime della montagna, che risultano così connesse da una nuova linea d’orizzonte. In questo modo, inoltre, l’artista si inserisce in un contesto ambientale mutilato dall’uomo e lo ricompone, poiché lo spazio vuoto occupato dall’opera è la conseguenza delle esplosioni effettuate in passato per estrarre la pietra dalla montagna.
Recentemente allestisce una retrospettiva negli spazi interni ed esterni del Castello di Rocca Scalegna e il Museo Muhka di Anversa gli dedica un’importante esposizione personale. In questa occasione viene collocato nel porto di Anversa il grande “Orizzonte” di vetro esposto nel 1995 ad “Arte Laguna” (XLVI Biennale di Venezia).
Ancora nell’anno in corso realizza “La Musa”, installazione di 29 metri di altezza collocata sulla facciata del Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Negli spazi della Galleria Persano Costas Varotsos presenta opere recenti, realizzate in vetro e ferro. Alla qualità essenziale dei materiali corrispondono forme geometriche ricorrenti, come il cerchio nella grande “Spirale” posta nella sala d’ingresso, in cui la forma circolare ripetuta crea un andamento spiraliforme potenziato da elementi di vetro disposti a raggiera. Il quadrato è invece protagonista del lavoro intitolato “Labirinto”, nel quale la disposizione concentrica dei cubi di vetro l’uno dentro l’altro valorizza le qualità trasparenti e riflettenti del materiale.
Nella sala centrale è collocato il grande lavoro intitolato “Zeibèkiko”, un monumentale danzatore-guerriero reso con forme aggressive e sinteticamente allusive a una realtà antropomorfa di forte impatto emotivo. “Zeibèkiko” è il nome di una danza maschile greca, la cui etimologia deriva da Zeibèkes, guerrieri antichi di cui non si riuscivano a prevedere gli attacchi.
Costas Varotsos predilige le grandi dimensioni e le sue opere testimoniano una riflessione su temi essenziali della vita e dell’uomo, quali l’energia, lo spazio, il tempo e la natura, con realizzazioni che uniscono monumentalità e profondità poetica.