Dias blancos

Dias blancos

Dias blancos

Giorgio Persano

Piazza Vittorio Veneto 9

Torino

27 febbraio – 22 aprile 2006

Susy Gómez espone nuovamente alla galleria Giorgio Persano con la mostra “Dias blancos” che prende titolo da un’opera riproducente in grande scala un paio di occhiali specchianti, che riflettono la nostra immagine, impedendoci di vedere oltre. Dialogando architettonicamente con i muri della galleria, gli enormi occhiali vanno oltre l’oggettività del mondo privato per dare spazio alla percezione: in essi lo sguardo, non solo dell’artista ma anche dello spettatore, trova rifugio. Un’opera che invita a cercare dentro noi stessi, per fondersi successivamente con il mondo e che allude metaforicamente al ruolo della coscienza nella ricerca del senso.
Gli stessi occhiali, a grandezza naturale, sono indossati da Susy Gómez nel video intitolato anch’esso Dias blancos: una sorta di viaggio tra sogno e realtà in cui l’artista è ritratta in vari momenti della propria esistenza. Prima ripresa dallo specchietto retrovisore alla guida di un’automobile, la vediamo poi ballare sulla soglia delle arcate di un palazzo di Jaipur durante un viaggio in India; e il filo conduttore del bianco è ribadito dalle immagini di mandorli in fiore. Le immagini sono state filmate senza alcun intento di performance anche se, essendo parte della ricerca del senso della propria crescita personale, vengono offerte sotto forma di video performance, alternate a spazi bianchi.

“Quando una persona mette in atto tutta una serie di strategie per conoscere se stesso, si può dire che stia sviluppando un processo di auto-trascendenza mettendosi in condizioni di focalizzare l’attenzione sulla propria esistenza in maniera fluttuante e riuscendo così ad auto-monitorare i propri processi di coscienza e di comportamento. E’ un invito a cambiare il mondo a partire da se stessi”. (Susy Gómez)

In questo processo di auto-trascendenza, di conoscenza di se stessi, vi è un’alta dose di smaterializzazione dell’ego dell’artista, che viene raccolto in cumuli di polvere di marmo ai piedi di alcune immagini dell’artista scattate durante le vacanze estive in una casa sulla costa mediterranea. In queste immagini Susy Gómez mostra il suo volto imbrattato di farina in diversi stati emozionali. Le teche di plexiglas dentro le quali sono presentate le fotografie, raccolgono la materia dell’esistenza che resiste a mostrarsi se non attraverso lo sguardo dello spettatore.

La mostra ruota intorno alla sala centrale della galleria dove una foglia caduta è metafora di un foglio bianco. Sulle pareti alcuni disegni, altri appoggiati a terra, come una frase senza principio né fine: affermazioni di posizioni esistenziali che finiscono col fondersi con la struttura artistica.

Nata a Pollença nel 1964, vive e lavora a Palma de Mallorca.