Geografia senza punti cardinali

Geografia senza punti cardinali

Geografia senza punti cardinali

Giorgio Persano

Via Principessa Clotilde 45

Torino

La fotografia nell’arte degli anni ’70 in Italia

Vincenzo Agnetti   Giovanni Anselmo   Marco Bagnoli   Alighiero Boetti   Pier Paolo Calzolari   Giuseppe Chiari   Giorgio Ciam   Francesco Clemente Claudio Costa   Mario Cresci   Nicola De Maria   Giuseppe Desiato  Luciano Fabro  Alberto Garutti   Luigi Ghirri   Marcello Jori  JannisKounellis   Ketty La Rocca   Luigi Mainolfi   Elio Mariani   Plinio Martelli   ELliseo Mattiacci   Fabio Mauri   Mario Merz   Luigi Ontani   Mimmo Paladino   Michelangelo Pistoletto   Emilio Prini   Salvo   Mario Schifano   Aldo Tagliaferro   Franco Vaccari   Franco Vimercati  Michele Zaza  Gilberto Zorio

La Galleria Giorgio Persano presenta la mostra Geografia senza punti cardinali – La fotografia nell’arte degli anni ’70 in Italia, a cura di Elena Re.

Attraverso un’ampia selezione di opere fotografiche provenienti dall’archivio degli artisti e da alcune importanti collezioni private, la mostra offre uno sguardo sul lavoro degli artisti italiani che hanno usato la fotografia nella stagione culturale degli anni ’70.

Tra la metà degli anni ’60 e lungo tutti gli anni ’70 gli artisti fondano la loro ricerca espressiva in un contesto caratterizzato da una nuova riflessione sulla contemporaneità. Una riflessione che si concentra sulla necessità di esprimere un rinnovamento ideologico ed esistenziale. Ma una riflessione che si proietta di fatto nell’impegno di riconfigurare l’opera stessa, sempre più lontana dall’essere manufatto e sempre più vicina all’essere pensiero visivo.
Seguendo questa direzione, parecchi artisti sperimentano le potenzialità del mezzo fotografico e il risultato è davvero sorprendente. Ciò che si manifesta è un’esplosione di espressività assolutamente nuove, uno scenario talmente ampio e articolato da creare una speciale geografia. Attraversando l’Arte Concettuale e percorrendo quindi la Body Art, il Comportamento, la Ripetizione Differente, la Narrative Art o l’Arte Povera, tale sperimentazione si diffonde in questo periodo un po’ ovunque ma l’Italia rappresenta di fatto un territorio oltremodo fecondo. In pratica, una moltitudine di artisti impegnati in un progetto di ricerca che permetteva di oggettivare attraverso l’uso della fotografia una personale visione del mondo. Sicché le opere fotografiche degli artisti non potevano che essere cariche di straordinari nessi e ricche di molteplici possibilità interpretative. E mentre per taluni autori questa esperienza – intensissima – si sarebbe completata in un arco temporale piuttosto breve, per altri avrebbe costituito l’innesco di un percorso sviluppato ulteriormente nel tempo.

Tracciare i confini di questa geografia umana, culturale, riconoscendo nella sperimentazione fotografica di ogni singolo artista un “luogo” appassionante e fecondo è in sostanza l’idea curatoriale di questa mostra collettiva.