la Pimpa Il Vuoto

la Pimpa Il Vuoto

la Pimpa Il Vuoto

Giorgio Persano

Piazza Vittorio Veneto 9

Torino

26 settembre – 20 dicembre 2008

Nel 2008 Emilio Prini allestisce alla Galleria Giorgio Persano di Torino una esposizione intitolata La Pimpa Il Vuoto, tratta dai fumetti del disegnatore Marco Tullio Altan. Prini, dopo aver selezionato alcune inquadrature del fumetto, ha operato nella direzione di uno svuotamento dell’originale, in linea con quanto affermato in passato durante una delle rarissime dichiarazioni da lui rilasciate: “Se è possibile, non creo”. Questa volontà di “non creare” lascia inevitabilmente ampio margine allo spettatore, che, con le parole di Hans Ulrich Obrist, “fa almeno metà del lavoro”.
Prini compie comunque un’azione creativa, che consiste nella sottrazione. Le immagini, scansionate dal fumetto, sono state ingrandite per poi essere stampate su alluminio, è stato eliminato il colore e la sua assenza aggiunta ad una fattura quasi industriale ha fatto si che le immagini appaiano piatte e senza quella vivacità che è tipica del fumetto della Pimpa. Gli ingrandimenti hanno reso le stampe quasi tutte della stessa dimensione ed una volta installate in galleria l’hanno riempita prendendo il posto di ipotetici quadri. Queste immagini sono state tolte dai vari contesti narrativi a cui appartenevano e l’unico riguardo che l’artista ha avuto è stato quello di preferire quelle in cui apparivano la Pimpa e l’Armando. Così, pur essendo tutte diverse ed appartenendo a diverse storie, il risultato è che, se da un lato riamane evidente e anzi enfatizzato il rapporto paritario tra l’uomo e il cane, dall’altro lo spettatore deve fare uno sforzo creativo per superare il vuoto narrativo imposto da Prini.
Il critico Hans Ulirch Obrist, dopo aver visto l’installazione, scrive un articolo su Mousse “Lost and Found Emilio Prini”. In seguito, da un’intervista a Prini, nasce un testo intitolato Un viaggio senza compromessi. Prini visiona il testo e compie un’ulteriore operazione di sottrazione, questa volta intervenendo sullo scritto e approvandone solo alcune righe. Il testo selezionato verrà usato per un manifesto sul quale, una volta realizzato, Prini applica un’operazione di sostituzione di alcune parole utilizzate da Obrist. Con questi nuovi cambiamenti, che l’artista certifica ed autentica, è nata l’ultima versione del manifesto.
Le 22 immagini vengono esposte ad Art Basel 41 con il manifesto datato 2010 e il titolo del lavoro diventa Installazione alla Galleria Persano, Torino 2008.