Lida Abdul | What we have overlooked

Lida Abdul | What we have overlooked

Lida Abdul | What we have overlooked

Giorgio Persano

Via Principessa Clotilde 45

Torino

20 giugno – 14 settembre 2013
Prorogata fino al 5 ottobre 2013

La grande parete dello spazio di Via Principessa Clotilde ospita l’opera a due canali di Lida Abdul What We Have Overlooked (2011), presentata a dOCUMENTA (13).

Il video, girato presso un lago vicino a Kabul, vede un uomo immergersi progressivamente nell’acqua, reggendo una bandiera. In un alternarsi di immagini di prossimità e di distanza, seguiamo l’azione del protagonista, al quale i sottotitoli danno voce, fino a quando questi non viene completamente sommerso.

Lo scollamento tra il paesaggio idilliaco e il dolore dell’uomo (we do not want to become legendary because we’ll disappear / we seek to cleanse ourselves from the illusions of certainties / we are tired of remembering so much), evidenzia quanto l’opera si muova tra contrasti, anche formali: pur avendo come referente la cultura occidentale, l’artista attinge ad un bagaglio tradizionale e iconografico tratto dall’Islam, Buddismo e Induismo, dei quali, a sua volta, la cultura afghana è debitrice. La raffinatezza esteriore si trova dunque a stridere con il disastro contemporaneo, sempre presente nei lavori dell’artista e qui calato in una cornice perfetta e immobile, un lago celeste su cui si specchiano montagne imbiancate.

Nel video, in particolare, Lida Abdul esamina la relazione che intercorre tra l’individuo e la nazione, rappresentata dalla bandiera, suo simbolo astratto (it holds you without holding you). Il rapporto quasi dialettico stretto tra l’uomo e il suo paese – che non solo ne sovradetermina la presenza, ma può arrivare addirittura ad esigerne il sacrificio – porta infine l’artista a constatare il prezzo drammaticamente alto che il sentimento nazionalista è pronto a pagare: l’annullamento dello stesso individuo.