Notes from Havoc

Notes from Havoc

Notes from Havoc

Giorgio Persano

Via Principessa Clotilde 45

Torino

12 febbraio – 30 aprile 2009

La Galleria Giorgio Persano presenta la prima personale italiana di Susan Norrie.
Dopo il grande successo riscosso alla Biennale di Venezia del 2007 con Havoc, l’artista australiana presenta a Torino “Notes from Havoc”, uno speciale montaggio del video creato apposta per l’occasione e una grande proiezione di Kasodo. Completano la mostra una serie di fotografie tratte dai medesimi video.
Le opere in mostra segnano la volontà di Susan Norrie di “raccontare una storia che non può essere dimenticata”. “Notes from Havoc” racconta, attraverso due video, un fatto realmente accaduto. Nel maggio 2006 a Sidoarjo, sull’isola indonesiana di Java, le scellerate trivellazioni della compagnia petrolifera Lapindo Brantas causarono l’eruzione di un vulcano che, senza sosta da più di due anni, continua ancora oggi a eruttare fango tossico. Il disastro è stato ribattezzato “Pompei”. Il fango bollente ha, infatti, seppellito due villaggi, dieci fabbriche e colpito altre decine di città causando decine di morti e l’allontanamento di 36mila persone dalle loro case. Il primo video della doppia proiezione di Notes mostra lo sforzo lillipuziano di contenere, con dighe di terra alte 15 metri, il flusso quotidiano di lava che ora copre 650 ettari, l’equivalente di 600 campi da calcio. Uno sforzo tanto più insensato visto che gli scienziati prevedono che l’eruzione potrebbe continuare per decenni. La seconda proiezione si confronta con il disastro non dal punto di vista “fisico”, ma “metafisico”. La scena si svolge sulla sommità del Monte Bromo, un vulcano attivo vicino a Sidoarjo. Sull’orlo del cratere un uomo vestito di nero tiene tra le braccia un agnellino bianco. La scena rimane statica, ma si capisce che l’animale rappresenta un sacrificio per placare gli dei della natura.
Kasodo, infine, torna sul Monte Bromo dove ogni anno ha luogo il rito da cui prende il nome il video. Qui, fin dal 1400, buddisti, induisti, animisti e musulmani si trovano per rendere omaggio, con sacrifici animali, alle divinità della natura. Nel 2007, quando il video è stato girato, la cerimonia è stata la più grande che si possa ricordare. I sacrifici gettati nel cratere del vulcano portavano una sola richiesta, che l’eruzione di fango cessasse.
In uno stile tra videoarte e documentario Susan Norrie mostra le forze contraddittorie della natura, con la sua bellezza illusoria, ma anche con la sua violenza latente, sono per Norrie una metafora continua. Nel suo racconto però non giudica l’arroganza e la stupidità con cui troppo spesso l’uomo si confronta con ciò che lo circonda, ma registra le reazioni, sia materiali che metaforiche, delle vittime al disastro.