Pedro Cabrita Reis

Pedro Cabrita Reis 1994

Pedro Cabrita Reis 1994

Giorgio Persano

Piazza Vittorio Veneto 9

Torino

26 ottobre – 12 dicembre 1994

Pedro Cabrita Reis fa parte della corrente artistica che si è andata sviluppando subito dopo la caduta del regime autoritario in Portogallo nel 1974. Inizia ad affermarsi sul piano internazionale dal 1990 grazie a sucessive personali ad Anversa, New York, Madrid, Amsterdam, Parigi, Los Angeles e Chicago e alla partecipazione alle grandi rassegne internazionali Metropolis (1991), Documenta (1992), Biennale di San Paolo (1994). Il suo lavoro rientra nella  “nuova scultura europea”, tendenza affermatasi a metà degli anni  ’80 in contrapposizione alla corrente americana e che intende privilegiare in Cabrita Reis la dimensione della soggettività e della memoria.

In mostra alla Galleria Giorgio Persano una serie di dodici lavori inediti che modificano, riducendone la scala, l’aspetto architettonico finora sempre presente nell’ opera di Cabrita Reis. Definiti dall’artista  ” sistemi di conservazione di forme di vita”, utilizzano vapore, luce e calore.  Forme semplici, materiali e assemblaggi immediatamente riconoscibili, che allo stesso tempo provocano uno spiazzamento dal piano del reale a concetti e rimandi archetipi attraverso la memoria.

Nella stanza centrale sono esposti tre lavori che esemplificano alcuni dei temi della mostra: l’altoparlante girato verso il muro sorretto da una cassa che è un corpo, una casa, esprimono al contempo una volontà ed una impossibilità di comunicare. La struttura coi neon e la carta lucida: l’omnipresenza dell’ acqua e dei fiumi di Torino; i contenitori collegati tra loro e le lenzuola la possibilità di sopravvivere e la morte.

Nelle scatole di legno gomma e vetro: la percezione del corpo come luogo di sopravvivenza e al contempo un richiamo a processi di chirurgia. Nella struttura di vetri sovrapposti e fonti luminose, la possibilità negata di riflettersi e di guardare.