Richard Fauguet

Richard Fauguet

Richard Fauguet

Giorgio Persano

Piazza Vittorio 9

Torino

12 marzo – 30 aprile 1998

L’opera di Richard Fauguet è influenzata principalmente da due grandi temi: la cultura popolare contemporanea, e la storia dell’arte a partire dagli anni Sessanta. Così come questi temi hanno dei legami l’uno con l’altro nella società, anche nell’opera di Fauguet sono in dialogo tra loro, nei disegni, negli assemblaggi di oggetti e nei collages.
Per la carica ironica e critica di cui sono portatrici, le opere di Fauguet sono chiaramente moderne. Ma la loro autonomia formale le iscrive allo stesso tempo all’interno della tradizione del disegno e della scultura. In questo senso dunque, si possono dire classiche.
Più che il détournement (la citazione fuori contesto) é piuttosto l’harcèlement, cioé l’utilizzo assillante delle forme, delle immagini e degli oggetti a caratterizzare il metodo intellettuale di Richard Fauguet. Per l’artista infatti si tratta di spremere le fonti della propria ispirazione affinchè producano qualcosa di più e non semplicemente qualcosa d’ altro – di più nobile o di più vile. E’ che la realtà a cui si ispira Fauguet é già di per sé sufficientemente ricca di quei contenuti annessi che gli artisti pop si applicarono a rivelare in modi spettacolari. Le funzioni ideologiche del calcio nella società contemporanea, della mitologia delle Guerre Stellari, o delle figure emblematiche della storia dell’arte sono ormai trasparenti per ciascuno, e non hanno alcun bisogno di un Ennesimo commento critico.
Ciò che invece viene affermato nel lavoro di Richard Fauguet è la riconoscibilità delle forme minori o in ogni caso popolari della cultura, anche se questa riconoscibilità non sbocca su alcuna speranza di redenzione. Ma come tali, queste forme si prestano egualmante all’edificazione di mitologie individuali, anzi, proprio perché attingono alle fonti più comuni trasmettono dei messaggi comprensibili immediatamente a tutti, aprendosi a una condivisione di senso. E’ precisamente questa condivisione di senso nell’opera di Richard Fauguet la ricompensa per noi tutti: per l’artista stesso, per gli amici, per gli specialisti, o semplicemente per gli spettatori. Chi non ha immaginato di mettersi “al posto” degli eroi delle figurine Panini che rappresentano i divi della Juve, della Marsiglia o della Manchester United? Chi? di ritorno al lavoro o a scuola con una gamba o un braccio ingessato ottenuti giocando a calcio o sugli sci, non si è sentito “eroe per un giorno”, onorato e circondato dalle attenzioni riservate ai più grandi grazie alle firme amiche che ricoprono la sua protesi-scultura effimera? Chi di noi, bambino, non si è perso in complicati sogni fantasmagorici contemplando i terribili soprammobili di cristallo sulla credenza della nonna? Tale è l’opera di Richard Fauguet che nell’offrire la comprensione e la condivisione del suo universo artistico ci invita senza discriminazione al dialogo con Glenn Gould, Calzolari, Darthe Wader, suo padre, i suoi fratelli, Bruce Naumann, sua madre, Goya.
I suoi vicini.
Olivier Blanckart