Per Barclay

Rosso Ribera

Rosso Ribera

Giorgio Persano

Via Principessa Clotilde 45

Torino

5 Novembre 2011 – 11 Febbraio 2012

Per Barclay espone alla Galleria Giorgio Persano dal 1990, dove ha proposto le sue ricerche, in diverse mostre personali, avvalendosi di un ampio ventaglio di mezzi espressivi, dalla fotografia all’installazione al suono ha sorpreso ogni volta il pubblico torinese.

Con questa nuova mostra, si confronta per la prima volta con il grande spazio espositivo della galleria di Via Principessa Clotilde presentando l’installazione Rosso Ribera.

Si tratta di una re-interpretazione in chiave più introspettiva dell’installazione realizzata nel 2004 e presentata nella mostra personale al Museo Reina Sofia di Madrid nell’affascinante spazio del Palazzo di Cristallo.

Diversi contenitori aperti (tavoli, vasche o ‘casette’) altamente tecnologici per i materiali usati, cristallo e acciaio, si riempiono e si svuotano di un liquido trasparente.

A differenza dell’installazione di Madrid dove il flusso del liquido trasparente richiamava l’intensa luce dello spazio del Palazzo ad un gioco perverso di rimandi dove l’esterno era l’interno e viceversa, qua il grande tavolo-vasca e le due ‘casette’ di vetro raccolgono e defluiscono un liquido caldo e fluido, sangue e tramonto: rosso; sempre con la complicità della trasparenza, attraversa e invade lo spazio architettonico. Gli elementi scultorei e architettonici sono connessi gli uni con gli altri in una sorta di ‘spazio’ pittorico a circuito chiuso. Il riferimento alle campiture rosse del pittore spagnolo del XVII secolo José de Ribera è scelta indicativa dell’artista norvegese che pone così ancor più l’accento sul richiamo pittorico come un dato della sua opera.

Il leitmotiv che troviamo in ogni progetto espositivo, è la ricerca della rappresentazione perfetta, essa sia plastica, fotografica o altro. Barclay ricerca il dialogo espressivo tra lo spazio architettonico e lo spazio interiore umano dove ogni elemento fluisce nell’opera in un equilibrio psicologico costantemente calibrato sul filo dell’inquietudine.