Si Pudiera Decir Lo Contenta Que Estaba

Si Pudiera Decir Lo Contenta Que Estaba

Si Pudiera Decir Lo Contenta Que Estaba

Giorgio Persano

Piazza Vittorio Veneto 9

Torino

19 gennaio – 15 marzo, 2001

“Si pudiera decir lo contenta que estaba” è il titolo della terza mostra (“Mi:” 1995 – “La Casa Que Hoy Soy” 1997) con cui Susy Gómez ritorna alla Galleria Giorgio Persano di Torino, dopo le recenti esposizioni personali “Maldito corazón” al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Nizza nel 1999 e “Algunas cosas que llamaba mías” all’IVAM di Valencia nel 2000.
Enrique Juncosa, curatore della sua ultima mostra, la definisce tra i giovani più interessanti dell’attuale panorama spagnolo, artista della generazione della metà degli anni novanta che partendo da un’estetica post-concettuale rifugge da facili o comuni definizioni.
L’opera di Susy Gómez si distingue per la sua pluralità di linguaggi, per la sua capacità di poesia, per il suo umorismo e per il suo amore del paradosso. Interagendo tra le modalità dell’espressionismo e quelle del concettuale con estrema naturalezza le sue opere o vengono create con le proprie mani o semplicemente ideate, come “Voz” – l’enorme mela presentata all’IVAM –
Anche tecnicamente la sua opera è eterogenea: dai disegni su carta o su muro, alle sculture con diversi materiali, fragili come la porcellana, effimeri come la carta, morbide come il tessuto o gli abiti. La sua tematica presenta materiale autobiografico e proposte ermetiche dove gli elementi figurativi si configurano come elementi astratti. Infatti nelle sue opere l’artista sottopone le immagini che ci circondano ad un trattamento astratto: capelli, occhi, cuori, fiori, labbra, frutta, casa, montagne, parole sono intese come metafore aperte, come viste per la prima volta, presentate fuori scala e fuori dal loro contesto originario. Il disordine delle misure richiama un certo Surrealismo, nel senso che sfrutta le possibilità della sorpresa e del mistero, senza però l’aura metafisica del Surrealismo rivisto in un’atmosfera di scetticismo post-moderno.
Negli ultimi tempi Susy Gómez ha proposto una delle più interessanti riflessioni per quanto concerne lo statuto e l’esperienza generale dell’artista. Gli spazi concepiti da Susy Gómez sono come zone di passaggio, paesaggi che ci mostrano un procedimento che occasionalmente mostra e dispiega le sue ferite, le sue tracce, le vestigia, le imperfezioni, i suoi frutti e i suoi successi.