Sospensione

Sospensione

Sospensione

Giorgio Persano

Via Principessa Clotilde 45

Torino

2008

Marco Gastini   Eliseo Mattiacci

La Sospensione è cosmica, atmosferica, e rappresenta anche la sospensione dell’incredulità che nella semiotica indica la scelta di credere a immagini e storie che si è consapevoli essere irreali. Come il vortice che, dopo essersi alzato, ha lasciato le sue tracce sparpagliando nello spazio frammenti di pittura, vetri, legno, pietre, finestre e dischi… È il moto di un discobolo mosso da Marco Gastini e Eliseo Mattiacci che insieme creano una situazione di magica ed estatica leggerezza.

La mostra, come è uso di questo spazio espositivo, presenta grandi installazioni:

Piattaforma Esplorativa di Eliseo Mattiacci, I tempi delle attese di Marco Gastini.

Sollevato da terra, un grande cerchio di lastre di ferro sul quale poggiano tre telescopi orientati verso il cielo è l’opera di Mattiacci. “Piattaforma Esplorativa è immobile ma ha un’evidente dinamica ruotante: come se si volesse alzare per volare a esplorare il cosmo, che è anche la funzione dei tre telescopi. Ho tratto ispirazione dalle stelle con le loro costellazioni, il sole, la luna, il cosmo e l’universo. La scienza e l’astronomia con le loro scoperte ci fanno capire come gira il mondo, come si evolve; l’arte non si evolve ma si rinnova, così che gli artisti più incisivi sono coloro che portano il cambiamento”.

I tempi delle attese, un’opera che Gastini compone in sette tele come in uno spartito musicale.

Una corrente che crea, nella composizione di vetri rotti, legni assemblati e frammenti di colore, un ordine nuovo in cui questi elementi si dipanano come in una serie di fotogrammi. Questo lavoro presenta i tratti tipici dell’artista: linee di grafite, macchie color piombo, sprazzi di blu oltremare, lastre di ardesia, assemblaggio di materiali eterogenei che rendono tridimensionale la tela. Un “vortice” pittorico che percorre tutta l’opera.

Completano l’installazione Rilancio di Marco Gastini, una finestra usata come cornice, il cui vetro diventa tela. “È un movimento circolare che convoglia l’energia e l’attenzione dello spettatore. È come se il lavoro continuasse oltre i suoi confini”; e Sospensione gravitazionale di Eliseo Mattiacci, un disco di alluminio al titanio che “entra nella parete con la libertà di un freesbe e vi rimane sospeso. Nelle mie intenzioni vuole far pensare ma anche sorprendere il visitatore”.