Susana Solano

Susana Solano 2000

Susana Solano 2000

Giorgio Persano

Piazza Vittorio Veneto 9

Torino

3 febbraio – 15 aprile 2000

Trascorsi sei anni dalla sua personale nel 1994, torna ad esporre alla Galleria Giorgio Persano di Torino Susana Solano, una degli artisti spagnoli maggiormente riconosciuti a livello internazionale. Sebbene la sua fama sia soprattutto come scultrice — fondamentale è stato il suo contributo al rinnovamento del linguaggio scultoreo negli anni ’80 in Spagna ma anche internazionalmente — la sua opera procede in direzioni multiple: dalla scultura e dall’installazione, al disegno, fino alla pittura e alla fotografia. La completezza e la complessità dell’artista si riscontrano nella grande esposizione dedicatale lo scorso anno dal Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona. Negli spazi della galleria la Solano presenta tre installazioni di forma e materiali per lei usuali: la rete in ferro, la maglia metallica, le strutture rigide e sospese tipiche di molti suoi lavori.
Delle sue opere ha scritto recentemente Aurora García:
“ …si tratta di ambienti e di recinti delimitati con precisione e perennemente vuoti, che ci negano qualsiasi accesso che non sia la vista da fuori. Le zone aperte o semiaperte attraverso la maglia metallica permettono la traspirazione di una atmosfera che, nella severità e nel carattere oscuro, sembra allontanarsi da quel che potrebbe essere un luogo concreto per convertirsi in una sorta di metafora della incomunicabilità. Sotto l’aspetto di un linguaggio accessibile, di forme che risultano esserci vicine e persino indispensabili — quelle di una architettura che ci dà riparo — la scultrice riesce a condurci molto più lontano, verso situazioni quanto mai vaghe nelle quali si mescolano il fisico e il mentale, la realtà tangibile e l’assenza con la sua grande capacità di evocare. […] Sono questi i due poli della vita, sintetizzati nella loro difficoltà di assumere forma, espressi per mezzo dell’arte in un linguaggio plurale, lontano da qualsiasi pretesa di segno univoco. […] La scultura come una forma di coscienza dell’arte difficile del vivere. Susana Solano lo ha espresso in questo modo, così come ha rivelato che, per lei, “l’opera non si radica nel sapere, ma nel sentire e nel credere.”